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Davos: La Storia passa di qua?

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Stanno aumentando le chances che Angela Merkel, partecipi al World Economic Forum di Davos. Questa settimana la leader tedesca ha annunciato un accordo preliminare con la SPD di Martin Shultz per formare un governo di “grande coalizione” ad oltre tre mesi dalle elezioni tenutesi in Germania a Settembre. La Sempiterna Cancelliera potrebbe quindi spostare di nuovo il focus verso la politica internazionale. Il Forum vedrà la partecipazione di circa 60 leader mondiali, dal primo ministro indiano Modi, a Theresa May, dal canadese Trudeau all’israeliano Netanyahu.
Sta montando l’attesa intorno al previsto intervento di Emmanuel Macron, che si terrà il 24 Gennaio. Molti osservatori ritengono che Macron possa lanciare una specie di guanto di sfida a Trump, che terrà uno degli interventi conclusivi il giorno successivo. Trump si presenterà al meeting annuale al minimo della sua popolarità internazionale. Ian Bremmer, presidente dell’Eurasia Group, un think tank di consulenza internazionale, ha dichiarato apertamente che “se il gradimento di Trump negli Stati Uniti è attorno al 40%, tra i partecipanti al meeting di Davos si aggira intorno al 5%”.
In questo contesto Macron potrebbe tenere un discorso volto a sfidare la leadership mondiale degli USA, approfittando del caos diplomatico in cui si dibatte l’amministrazione americana, dell’indefinita serie di errori commessi e della totale mancanza di fiducia e affidabilità che ormai la casa bianca sembra ispirare tra i partner internazionali. Se ci sarà anche Merkel, i due potrebbero tentare una specie di “spallata” storica, presentandosi al mondo come forza trainante dell’Unione Europea e portando ad uno stadio successivo la rinnovata intesa franco-tedesca, tentando di proporsi come nuovi leader di quello che una volta chiamavamo “mondo libero”.

Curioso che qualcuno qui in Italia in questo scenario internazionale dica che siamo in un momento di debolezza dell’asse franco tedesco. Curioso, o drammatico, ai posteri l’ardua sentenza.

Clear As Mud: i pronostici non li sbaglia solo chi non li fa.

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