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Brexit 4/ Nel loro piccolo anche gli irlandesi si incazzano

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Uno degli aspetti meno considerati della Brexit all’estero è il fatto che comporterebbe l’istituzione di un confine fisico tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord. Quest’ultima infatti in quanto dipendenza d’oltremare della corona inglese, uscirebbe assieme alla madre patria dal mercato comune europeo e dagli accordi sulla libera circolazione delle persone. Una dogana che taglia a metà l’isola rappresenterebbe ovviamente un danno economico drammatico per entrambe le parti, e dato che Londra sembra non riuscire a trovare il bandolo della matassa, ma neanche occuparsene, gli animi si stanno scaldando.
I rapporti tra EIRE UK stanno letteralmente precipitando, anche per il fatto che i partiti nazionalisti inglesi e quelli unionisti nord irlandesi, che puntellano il governo di Theresa May, trattano Dublino con un filo di sufficienza, per usare un eufemismo.
C’è addirittura chi sommessamente inizia a parlare di storica occasione per la riunificazione dell’isola.
Nella foto di oggi vi proponiamo uno scambio tra i molti che si susseguono in questi giorni. Da un lato Simon Coveney, numero due di Fine Gael, partito di area conservatrice a cui appartengono un terzo dei membri della camera irlandese, dall’altro Gerard Batten, deputato europeo dell’UKIP, partito nazionalista di estrema destra inglese, principale sostenitore della Brexit.

Nessuno pensa ai bambini e all’Irlanda. 
Nessuno tranne Clear as Mud.

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