Home MENA E’ morto L’Assurdo In Persona: la Siria al tempo di Issam Zahreddine

E’ morto L’Assurdo In Persona: la Siria al tempo di Issam Zahreddine

7
0
SHARE

E’ morto a Deir Ez Zor, nella Siria orientale, il Brigadier General Issam Zahreddine, ucciso da una mina dell’ISIS.
Quello del Generale che comandava la 104° brigata paracadutisti della Guardia Repubblicana Siriana è un nome che non dirà nulla a quasi tutti. Issam Zahreddine però era importante, perché era la personificazione di tutte le sanguinose e irrisolvibili contraddizioni del martoriato paese e del regime per il quale combatteva. “Il Leone” era un personaggio che sembrava scappato da un’epopea di Corto Maltese, molto controverso e decisamente romanzesco: per una parte del paese un criminale e un eretico, per gli altri un eroe nazionale. Era il difensore di un regime repressivo autoritario e violento ma lo era in nome di una libertà religiosa rappresentata dal reparto di spietati che comandava, dove combattono assieme sciiti, sunniti, drusi e cristiani. Zahreddine combatteva perché difendeva un modello laico e (a volte) multiculturale di fronte alla marea jihadista montante e combatteva nella maniera più feroce e crudele che i nostri standard occidentali possano immaginare. Sono vere entrambe le cose e una cosa non cancella l’altra. Per capire il Medio Oriente bisogna capire come i secoli in quella parte del mondo spesso non si susseguano, ma convivano. ll generale apparteneva al gruppo etnico religioso dei Drusi, circa un milione di individui sparsi tra Siria Libano e Israele, seguaci di una religione monoteista di derivazione musulmana. Una comunità che come tante altre minoranze del paese ha avuto rapporti altalenanti con il regime siriano, ma che quando ha visto il rischio genocidio materializzarsi in caso di vittoria del jihadismo wahabita in Siria, ha deciso di schierarsi quasi senza riserve proprio con Bashar Al Assad. Al dittatore infatti una parte consistente del paese riconosce il ruolo di difensore dell’antica tradizione di diversità religiosa nella convivenza, radicata nella società siriana da millenni.
La “Bestia Drusa”, come veniva a volte chiamato, aveva comandato la difesa dell’enclave assediata di Deir ez Zor, circondata da territori in mano allo Stato Islamico. Il suo reparto aveva resistito per 28 mesi di battaglia quasi ininterrotta, asserragliato all’interno dell’Aeroporto e in controllo della parte occidentale della città. L’assedio era stato rotto poche settimane fa dai lealisti con l’appoggio dei russi, il primo ottobre era tornato in visita al paese di origine dopo 5 anni filati al fronte. Insomma, niente di nuovo sul fronte, mai.

Grazie a chi è arrivato fino a qui, fai girare

Clear As Mud, abbiamo anche storie.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here